REVISIONE DI ALCUNI MECCANISMI ALLUCINOGENI


Le allucinazioni non sono necessariamente segno di malattia mentale: infatti possono essere presenti anche nei casi di cefalea, epilessia, lesioni, ipossia e altri tipi di condizioni del sistema nervoso centrale, e possono coinvolgere tutti i sensi. La percezione sensoriale di qualcosa che non c'è può essere la conseguenza di alcune situazioni particolari. Il professor Kolmel dell'Università di Erfurt, in Germania, ha dimostrato (1) che nel campo visivo del tredici per cento dei soggetti che abbiano lesioni sulle metà omologhe degli occhi (emianopsia omonima, destra o sinistra), appaiono alcune forme visive temporanee, che durano al massimo alcuni minuti -- ma più spesso solo alcuni secondi -- nella parte cieca. Maggiore è la lesione, maggiore è la complessità di queste allucinazioni, che possono apparire come luminosità o addirittura come forme geometriche.
L'assunzione di alcuni tipi di allucinogeni può comportare allucinazioni che si presentano per un tempo molto lungo, anche quando non vi sia più assunzione di alcuna sostanza. La solitudine, come quella di speleologi o alpinisti, può portare ad effetti visivi e uditivi a dir poco bizzarri. In pratica, sembrano venire a mancare alcuni effetti di soppressione di ricordi sensoriali immagazzinati precedentemente, portando i ricercatori a considerare le allucinazioni un difetto del rilascio di neuromediatori di tipo inibitorio.

L'argomento delle allucinazioni porta a confrontarsi con alcune ricerche scientifiche che riguardano la cosiddetta "allucinosi peduncolare". Tali allucinazioni visive sono costituite da immagini vivide e animate, umane o animali, sulle quali le persone affette si mantengono perfettamente critiche. Esse possono persistere per diverso tempo e i metodi di indagine usuali (TAC, EEG, test neuropsicologici) confermano che la corteccia cerebrale non viene intaccata, in questi casi, né si tratta di deterioramento cognitivo. La sindrome da allucinosi peduncolare è stata descritta da diversi Autori in relazione a lesioni mesencefaliche; solo raramente invece è stata associata a lesioni situate in altra sede, ma sempre nei territori di irrorazione del circolo vertebro-basilare. In un caso di allucinosi presentato da ricercatori di Pavia (2), una RMN dell'encefalo evidenziò la presenza di un'area di alterato segnale, iperintensa nelle sequenze a TR lungo, situata in regione pontina, sul rafe mediano, al passaggio ponto-mesencefalico. Rissner e Powell (3) hanno però sottolineato come le lesioni isolate del
mesencefalo non costituiscano l'unico motivo per il presentarsi di allucinosi, pur essendo tali lesioni una causa sufficiente. In altri casi, appare coinvolto il talamo. Nello studio di McKee et al. (4) furono presentate le prove che lesioni limitate alla parte reticolare della sostanza nera del mesencefalo erano sufficienti a produrre le allucinazioni peduncolari, e vi erano implicate relazioni funzionali tra la sostanza
reticolare e la regolazione del sonno REM.
Non tutti i casi di allucinazione peduncolare, però, sono state vissute come eventi estranei da parte dei pazienti. In un caso il paziente era veramente spaventato (5); in un altro, vi era un'interazione verbale (6); in un altro caso ancora, le allucinazioni erano solo in bianco e nero (7).La mancanza di accurate relazioni provenienti da esami autoptici relativi ai primi casi rendono ancora difficile fare delle correlazioni accurate tra le lesioni e la clinica. La RMN e le CT-scan hanno, in tempi attuali, reso
possibile confermare che le prime localizzazioni ipotizzate da Lhermitte e Morsier erano esatte; tuttavia le controversie riguardo questo fenomeno clinico insolito non sono state ancora appianate, soprattutto ora che sono state scoperte molte più sindromi che coinvolgono il talamo (8,9). Alcuni Autori ritengono che sarebbe meglio utilizzare il termine di "allucinosi di Lhermitte", in modo da lasciare un più ampio spazio alla possibile causa/localizzazione anatomica.

Vi sono altre correlazioni fisiologiche che possono causare alterazioni visive. La ridotta stimolazione dei recettori 5-HT2a, che è sottesa ai fenomeni visivi complessi riportati in letteratura dopo lesioni del
mesencefalo, è dovuta all'interruzione delle linee serotoninergiche (5,10). Lo stesso meccanismo si riscontra in situazioni particolari, che vedono coinvolti allucinogeni come l'LSD e farmaci agonisti dei recettori serotoninergici. L'uso di risperidone, un farmaco utilizzato come antipsicotico, in persone con precedente uso di allucinogeni, specialmente LSD, ha prodotto l'insorgenza di disturbi percettivi della visione (11). Il risperidone è un antagonista dei recettori 5-HT2 della serotonina e dei recettori D2 della
dopamina. Ma esiste in letteratura un caso in cui il risperidone è stato in grado di provocare queste allucinazioni anche senza che la paziente avesse fatto uso in precedenza di allucinogeni (12).
Come è noto, i disturbi dispercettivi legati all'assunzione pregressa di LSD sono dovuti sia al suo effetto agonista sui recettori 5-HT2 della serotonina che sui recettori D2 della dopamina. Inoltre l'LSD distrugge gli interneuroni corticali GABAergici, riducendo perciò l'inibizione GABAergica sui circuiti visivi, predisponendo alle particolari allucinazioni visive dette palinopsia (13). La stimolazione dei recettori 5-HT2a e 5-HT2c risulta ridotta dopo la cessazione dell'uso dell'LSD e può, come è noto, dar luogo ad allucinazioni visive, che si presentano con distribuzione casuale, anche molto tempo dopo.

Se si somministra risperidone a persone che assumevano LSD, questi pazienti hanno allucinazioni, perché il risperidone blocca il recettore 5-HT2a, producendo un effetto che si sovrappone alla ridotta stimolazione del recettore stesso, già leso dall'uso dell'LSD.Nel caso esposto da Lauterbach e coll. (12), la paziente trattata con risperidone aveva avuto un blocco progressivo del recettore serotoninergico 5-HT2a, che aveva portato alle allucinazioni visive. In questo caso il blocco era sopravvenuto anche senza che ci fosse stata una precedente esposizione ad allucinogeni ed era correlato al rapido legame del risperidone ai recettori corticali serotoninergici. Gli Autori hanno pensato che la contemporanea assunzione di altri farmaci potesse aver aggravato la sensibilità ad eventi allucinatori tramite la stimolazione del recettore 5-HT2c, a causa dell'aumentata disponibilità di serotonina verso questo recettore. In pratica, una modulazione tra farmaci e recettori serotoninergici aveva portato la paziente a vedere correnti di luce che si proiettavano dalle perline della sua camicetta, mentre era perfettamente sveglia e attiva. Descrisse queste correnti come delle strisce di luce lunghe tre pollici,
dello stesso colore metallico delle perline, raggianti verso il basso e in avanti ad angolo retto. Queste dispercezioni visive si risolsero nel giro di 48 ore, e la loro scomparsa poté essere causata dall'abitudine, da un adattamento fisiologico o da qualche altro meccanismo simile.

Il coinvolgimento di strutture subcorticali e il sospetto coinvolgimento dei neurotrasmettitori nei fenomeni IR4 è stato già prospettato da alcuni Autori nel campo. Le visioni, i disturbi del sonno, i campi di luce che vengono visualizzati dai soggetti fanno ritenere che effettivamente le strutture mesencefaliche vengano coinvolte nel contatto. I recettori 5-HT2a sembrano i più probabili candidati a fornire il bersaglio fisiologico a stimoli (interni o esterni?) che si rivelano fondamentali nel ricreare l'ambiente caratteristico riferito dagli interessati. In un modo o nell'altro, l'iperstimolazione o il blocco di tali recettori potrebbe fornire la base fisio-neurologica per il manifestarsi del fenomeno.

Giulia d'Ambrosio

Per visionare la struttura mesencefalica, cliccare su questi links:


http://www.dizziness-and-balance.com/disorders/central/brainstem%20strokes.htm
http://www.vh.org/adult/provider/anatomy/atlasofanatomy/plate23/05medponsobl.html
http://www.vh.org/adult/provider/anatomy/atlasofanatomy/plate23/08longfibremo.html


1 - Kolmel, HW - Complex visual hallucinations in the hemianopic field -
Journal of Neurology, Neurosurgery, and Psychiatry, 1985; Vol 48: 29-38
2 - Giardini G., Tosi P., Zambrelli E., Farina L.M., Micieli G. (Unità
Malattie Cerebrovascolari/Stroke Unit, IRCCS-Istituto Neurologico
" C.Mondino"- Pavia) - Allucinosi peduncolare come unico sintomo d'esordio di
uno stroke ischemico pontino.
3 - "Lhermitte's Peduncular Hallucinosis - An historical perspective" is a
paper by Anthony H. Risser and Frank C. Powell, which was presented at the
45th Annual Meeting of the American Academy of Neurology in New York, New
York (April 1993).
4 - McKee A.C., Levine D.N., Kowall N.W., Richardson E.P. - Peduncular
hallucinosis associated with isolated infarction of the substantia nigra
pars reticulata - Annals of Neurology, 1990; 27: 500-504
5 - Kolmel H.W. - Peduncular hallucinations - Journal of Neurology, 1991;
238: 457-459
6 - Lhermitte J., Delthil et Garnier - Syndrome contro-lateral du noyau
rouge ave hallucinations visuelles et auditives - Revue Neurologique, 1938;
70: 623-628
7 - Serra Catafau J., Rubio F., Peres Serra J. - Peduncular hallucinosis
associated with posterior thalamic infarction - Journal of Neurology, 1992;
239: 89-90
8 - Castaigne P., Lhermitte F., Buge A., Escourolle R., Hauw J.J., Lyon-Caen
O. - Paramedian thalamic and midbrain infarcts: Clinical and
neuropathological study - Annals of Neurology, 1981; 10: 127-148
9 - Masdeu J.C. - The anatomic localization of lesions in the thalamus. In:
P.W. Brazis, J.C. Masdeu & J. Biller - Localization in clinical neurology
(pp. 267-287). Boston: Little, Brown, 1985
10 - Lauterbach E.C., Spears T.E. - Long-term psychiatric and neurologic
treatment after a traumatic midbrain lesion - Neurocase, 1997; 3: 98-103
11 - Abraham H.D., Mamen A. - LSD-like panic from risperidone in post-LSD
visual disorder - J. Clin. Psychopharmacol., 1996; 16: 238-241
12 - Lauterbach E., Abdelhamid A., Annandale J.B. - Posthallucinogen-Like
Visual Illusions (Palinopsia) with Risperidone in a Patient without Previous
Hallucinogen Exposure: Possible Relation to Serotonin 5HT2a Receptor
Blockade - Pharmacopsychiatry, 2000; 33: 38-41
13 - Kawasaki A., Purvin V. - Persistent palinopsia following ingestion of
lysergic acid diethylamide (LSD) - Arch. Ophthalmol., 1996; 114: 47-50


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